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In tempi di rimozione collettiva...

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  di Teresa Florio  Un romanzo di cui, in tempi di rimozione collettiva, avevamo bisogno, per riflettere ed emozionarci, per restituire memoria, voce e dignità a uomini e donne, rimasti ai margini della Storia del nostro Paese. Un’opera capace di fondere ricerca storica ed invenzione narrativa e che attraversa, come un filo rosso, generazioni ed appartenenze geografiche diverse. In 150 pagine, l’autore ci restituisce l’affresco di una comunità del nostro sud, dal nome fittizio, segnata, a fine Ottocento, dal latifondismo e dal potere patriarcale. A Castel di Ruggine, infatti, si consuma una delle tante vicende di sopraffazione ai danni di contadini e braccianti, oppressi dalla povertà e dall’analfabetismo: lo stesso analfabetismo che impedirà, anche negli anni a venire, la conoscenza di queste microstorie (se non in forma orale), rendendo così la memoria dei diseredati avulsa dalla Storia ufficiale. Al centro della narrazione figurano racconti di vessazione sulle donne, su...

La sartina di Bianca Pitzorno e l'asina di Francesco Capalbo

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  di Gisella Florio  Mai letto " tanta violenza di genere strutturata, endemica, subita con passiva accettazione"... in certi passaggi mi ricorda " Il sogno della macchina da cucire" , il libro più  politico di Bianca Pitzorno , la cui protagonista, sartina "a giornata" di fine Ottocento, impara da sola a leggere, apprende le romanze di Puccini e sogna di possedere una  macchina da cucire per affrancarsi da uno stato di povertà  estrema, di solitudine, di stereotipi che diventano, da consuetudine, legge morale e comportamentale. La sartina, come Caterina, Maria, Giuseppina, protagoniste del libro di Francesco Capalbo, vive in un’Italia che non dà spazio alle donne...ma, la prima acquista dignità con il lavoro, le altre acquistano credibilità con la loro capacità di sopportazione e con la voglia di rimettersi in gioco, denunciando, utilizzando l’astuzia e la sottomissione fittizia per la vendetta finale! Tutte eroine di un lungo viaggio in cui il loro corpo...

LO CHIAMERANNO SPERANZA

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  di Francesco Capalbo LO CHIAMERANNO SPERANZA     Malvagna, 6 aprile 2026 Quando raggiungiamo Malvagna, nella valle alta dell’Alcantara, il sole infiamma l’Etna rendendola brillante come se indossasse un enorme vestito di seta bianca. Non si vedono giovani. Nella piazza del paese alcune persone su una panchina discutono, nonostante tutto, di futuro. E si appassionano. C’è un fiato di tramontana primaverile che rende frizzante la conca sottostante dalla quale emerge la sagoma di un vulcano spento.   Mi presento. Dico loro che sono alla ricerca del Santo Graal: di quei luoghi che si oppongono all’Occidente xenofobo e mercantile. Avevo visto Malvagna solo di notte: viva e accesa per la festa della patrona: Sant’Anna. A queste latitudini si sono spinti i Nomadi e persino Branduardi. Io c’ero. Sembrava, allora, che Dio non fosse mai morto e che il paese avesse lo stesso vocio di una fiera dell’Est. Avevamo avuto difficoltà — per la folla — a trovare pos...

PERORAZIONE

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  di Francesco Capalbo     «La soluzione l’abbiamo sotto gli occhi e non l’abbiamo notata».   Ormai San Sosti è un arcipelago di case abbandonate: c’è molto da fare per soccorrerlo con adeguate terapie. Urge un intelligente piano di recupero.   Nessuno però lo programma. Ho riflettuto: per programmare è necessario «saper leggere il territorio» o, in subordine, chiedere aiuto se nessuno sa farlo. L’incuria di un territorio non è reato; non chiedere aiuto per risanarlo è invece colpa gravissima, alla stregua dell’omissione degli atti di ufficio. A darci una mano potrebbe essere, proprio una figlia di San Sosti: Lina Malfona, brillante architetta che vive a Roma. Lina Malfona, è una «progettista militante» che sfida i canoni tradizionali operando nella periferia romana come in un laboratorio di sperimentazione sociale e tecnica. Il cuore della sua visione, approfondita nel libro «Residentialism» , risiede nel recupero delle aree marginali viste non co...

OLTRE IL BANCHETTO SUL TITANIC: appello per una bonifica nel PD cosentino

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  Viviamo tempi tristissimi per la Democrazia e in molti sembrano non accorgersene: anche dalla nostra parte. Negli organismi provinciali del PD di Cosenza il dibattito langue. Il problema delle Aree Interne con tutto il suo indotto di sofferenza sembra interessare a pochi. L’azione di analisi politica è prerogativa della Chiesa, l’unica ad avere le idee chiare su quello che si muove per Terra e per Mare qui in Calabria.   L’unico argomento che ha attenti scrutatori è la strategia: si avvicinano le elezioni provinciali e anche dalla nostra parte, gruppi di potere trasversali cercano di sgambettare quelli che dovrebbero essere i loro naturali alleati. Nel PD sono gli stessi che dichiarando, in maniera più o meno sotterranea, di votare SI al referendum tendono a contrastare l’azione innovatrice della Schlein. Noi che viviamo in periferia, chiediamo a questi «compagni inurbati» se si rendono conto del discredito che essi buttano sul Partito ogni volta che, sempre sulla cr...

Un ottimo esempio di resistenza

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  I bambini che ritornano ad affollare il Bergo sono un buon esempio di resistenza. Buon ferragosto resistente! To the entry: resist   Planting your feet firmly on the ground and proudly standing against the coming storm. Putting a collar on your own ego to stop it from biting. Adding instead of subtracting, multiplying instead of dividing. Controlling your inner grumbling. Polishing the words I give to my neighbors. Taking drops from the ocean of suffering. Building bridges with the stroke of a pencil. Gathering the visible dog mess and the invisible droppings of your own soul. Giving respect to stones. Saying mass without a congregation. Merging the courage of the fighter and the patience of the ascetic in a single gesture. Repairing the roof of my grandfather's house. To resist is a little like to remain.   Night of San Lorenzo, 2025 Francesco Capalbo              

Leggi alla voce: resistere

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  Leggi alla voce: resistere   Piantare ben saldi per terra i propri piedi e opporsi con fierezza alla tempesta che arriva. Mettere il collare al proprio ego impedendo che morda. Addizionare invece che sottrarre, moltiplicare invece che dividere. Controllare il proprio borbottio interiore. Levigare le parole che regalo ai vicini. Sottrarre gocce all’oceano della sofferenza. Costruire ponti con il tratto della matita. Raccogliere le visibili cacche dei cani e le deiezioni invisibili del proprio animo. Portare rispetto alle pietre. Dire messa senza fedeli. Fondere in un unico gesto il coraggio del lottatore e la pazienza dell'asceta. Riparare il tetto della casa del nonno. Resistere è un po' come restare.   San Sosti, Festa Mulineddri 2025 Francesco Capalbo

San Sosti, 11 agosto 2025, "Festa di Mulineddri "

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I giorni contati e i giorni rubati della famiglia Mendelsohn

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  di Francesco Capalbo  Israel Mendelsohn era nato a Zabno, nel sud della Polonia, lunedì 24 ottobre 1904. Le fonti non ci rivelano dove mai avesse conosciuto Frimeta Mauer che era nata a Szamocin, Polonia nord occidentale, giovedì 1 giugno 1900.     È certo    che i due si sposarono.  A Zabno, sabato 10 dicembre 1932, nacque il loro primo figlio: Benzion. Giovedì 17 ottobre 1935, durante la loro successiva permanenza a Cracovia, nacquero i due gemelli Jechiel e David.  Un anno dopo, mercoledì 2 dicembre 1936, nacque Miriam la loro ultimogenita. La numerosa famiglia si fermò a Cracovia   fino alla tarda primavera del 1937.  Prevedendo tempi duri, cercò salvezza in Italia.   A Milano abitò in via Kramer numero 6 godendo di discrete condizioni economiche. Nella primavera del 1939 ai Mendelsohn venne ingiunto di lasciare l’Italia.  Fu concesso loro il tempo per raccogliere la documentazione.  Israel non vi rius...

L’ acquedotto dell’Abatemarco e l’arte di cronicizzare il morbo

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Di Francesco Capalbo Se c’è una cosa in cui i politici calabresi eccellono, questa ha un nome: arte di cronicizzare il morbo. Come i potentati farmaceutici tendono a rendere croniche le malattie, non avendo simpatia per le cure definitive, così i politici calabresi si rivelano pieni di talento nello spalmare pomate non risolutive e nell’incollare cerotti  sulle ferite di cui sono affetti i nostri territori. Se i primi lo fanno per convenienza economica (vendono pillole e unguenti, invece di un unico farmaco) i secondi agiscono per calcolo elettorale.   La vicenda dell’acquedotto dell’Abatemarco ne è un esempio. I soloni che governano la Calabria pensano che rifarlo integralmente non produca consenso, ritardarne la morte invece sì. Il motivo è presto detto. C’è tutta una economia che si avvantaggia di ciò che è cronico e fatiscente: le ditte intervengono per somma urgenza; l’abitante sperimenta il prodigarsi del politico locale, non percependo in alcun caso quanto esso ...

Donna LoCicero, Enrichetta Capalbo e il turismo delle origini

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Enrichetta Capalbo  di Francesco Capalbo   Donna LoCicero è un’affascinante signora americana di mezza età.  È di Peoria, una città dell’Illinois, e vive ad El Cerrito nella Contea Californiana di Riverside. Lavora presso la Beanfield Productions. Fa parte del team Kennedy. A supporto di Robert F. Kennedy Junior, nella recente campagna per la presidenza degli Stati Uniti, ha prodotto degli importanti video. È sposata con Robert Campos giornalista, documentarista e produttore televisivo che ha avuto esperienze lavorative presso la CBS News e la ABC News. Donna LoCicero ha origine italiane. La bisnonna, Enrichetta Capalbo è infatti nata a San Sosti. Sposata con Giovanni Calonico, un sarto anche esso di San Sosti, Enrichetta nell’aprile del 1895, appena venticinquenne, si imbarcò da Napoli a bordo della motonave Olimpia per raggiungere New York. La sua fu una traversata coraggiosa che ebbe buoni esiti. Insieme a lei vi erano i due figli: Giuseppe Antonio di sei anni ed Elvir...

La fiera del Pettoruto, il sindaco di Arianta e il calascione

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La fiera del Pettoruto è antica. Certamente era presente in età feudale. Ce lo rivelano fonti ben accreditate. Nel 1857 l’arciprete Domenico Cerbelli scriverà nella sua una sua importante monografia: “Nel territorio ariantese celebrasi la fiera del Pettoruto. In tempo dei principi feudatari il sindaco di questo comune, accompagnato dalla squadriglia e da altri impiegati comunali ogni anno si portava nel Piano della fiera ad inalberare la regia bandiera, invigilava su i pesi e le misure”. Non ci disorienti la parola “ariantese”. All’epoca, il territorio sul quale si concentravano avventori provenienti da ogni parte della Calabria Citra ed Ultra, apparteneva al confinante comune di Mottafollone, conosciuto nell’antichità con il nome di Arianta. La bandiera che veniva esposta sul luogo preposto agli scambi commerciali era quella dei re di Napoli. Il complesso sistema di pesi e di misure sui quali i sindaci dell’epoca vigilavano con perizia e scrupolo erano complessi e portavano nomi stran...

DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO IN CALABRIA E QUESTIONE ARBËRESHE

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  di Ambrogio Bellizzi La Calabria è tra le prime regioni in Italia per povertà educativa e dispersione scolastica e paradossalmente è anche una delle regioni più colpite dai tagli del governo nazionale sulla scuola. Alla luce dell’assetto normativo delineato dalla legge di bilancio n. 197 del 19/12/22, attuativo della riorganizzazione del sistema prevista nel PNRR, a decorrere dall’a.s.2024/25, i criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei d.s.g.a. dovranno tenere conto della popolazione scolastica regionale e degli sviluppi demografici nel prossimo triennio. Pertanto, il numero delle autonomie riconosciute alla Regione Calabria per l’a.s.2024/25 (Schema di Decreto Interministeriale del MIM del 24/05/2023) è pari a 281, contro le 360 dell’anno precedente. Sono, 79 le autonomie da sopprimere che rapportate alla popolazione scolastica ed alla densità abitativa di ciascuna Provincia, Città Metropolitana fotografano il seguente assetto: Provinc...

Da Buenos Aires a San Sosti alla ricerca delle loro origini

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Miriam, Carlos Alberto, Guillermo e Silvia   di Francesco Capalbo  I fratelli Tripoli (Guillermo e Carlos Alberto), accompagnati dalle rispettive spose (Silvia Martin e Miriam Tomietto ) nei giorni scorsi   hanno posato le loro orme sulla stessa terra dalla quale Nicola, loro nonno, era partito nel 1905 per emigrare in Argentina. In paese hanno cercato con avidità notizie del loro antenato. Nicola Tripoli era nato a San Sosti il 23 maggio del 1892 da Pietro e Carolina Spagnuolo. La casa in cui nacque era situata in via Pendino, così si chiamava la via dove era situata la vecchia “Posta”. Altro, per adesso, non è stato possibile sapere. Guillermo, Carlos Alberto, Silvia e Miriam che vivono a Buenos Aires hanno intenzione di ritornare in Calabria per continuare la loro ricerca. Quest’anno fino a dicembre saranno in giro per l’Italia (Liguria, Lombardia, Veneto, e Friuli Venezia Giulia). Cercano con questo viaggio di ricomporre il complicato puzzle delle loro origin...