LO CHIAMERANNO SPERANZA
di Francesco Capalbo LO CHIAMERANNO SPERANZA Malvagna, 6 aprile 2026 Quando raggiungiamo Malvagna, nella valle alta dell’Alcantara, il sole infiamma l’Etna rendendola brillante come se indossasse un enorme vestito di seta bianca. Non si vedono giovani. Nella piazza del paese alcune persone su una panchina discutono, nonostante tutto, di futuro. E si appassionano. C’è un fiato di tramontana primaverile che rende frizzante la conca sottostante dalla quale emerge la sagoma di un vulcano spento. Mi presento. Dico loro che sono alla ricerca del Santo Graal: di quei luoghi che si oppongono all’Occidente xenofobo e mercantile. Avevo visto Malvagna solo di notte: viva e accesa per la festa della patrona: Sant’Anna. A queste latitudini si sono spinti i Nomadi e persino Branduardi. Io c’ero. Sembrava, allora, che Dio non fosse mai morto e che il paese avesse lo stesso vocio di una fiera dell’Est. Avevamo avuto difficoltà — per la folla — a trovare pos...