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La sartina di Bianca Pitzorno e l'asina di Francesco Capalbo

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  di Gisella Florio  Mai letto " tanta violenza di genere strutturata, endemica, subita con passiva accettazione"... in certi passaggi mi ricorda " Il sogno della macchina da cucire" , il libro più  politico di Bianca Pitzorno , la cui protagonista, sartina "a giornata" di fine Ottocento, impara da sola a leggere, apprende le romanze di Puccini e sogna di possedere una  macchina da cucire per affrancarsi da uno stato di povertà  estrema, di solitudine, di stereotipi che diventano, da consuetudine, legge morale e comportamentale. La sartina, come Caterina, Maria, Giuseppina, protagoniste del libro di Francesco Capalbo, vive in un’Italia che non dà spazio alle donne...ma, la prima acquista dignità con il lavoro, le altre acquistano credibilità con la loro capacità di sopportazione e con la voglia di rimettersi in gioco, denunciando, utilizzando l’astuzia e la sottomissione fittizia per la vendetta finale! Tutte eroine di un lungo viaggio in cui il loro corpo...

LO CHIAMERANNO SPERANZA

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  di Francesco Capalbo LO CHIAMERANNO SPERANZA     Malvagna, 6 aprile 2026 Quando raggiungiamo Malvagna, nella valle alta dell’Alcantara, il sole infiamma l’Etna rendendola brillante come se indossasse un enorme vestito di seta bianca. Non si vedono giovani. Nella piazza del paese alcune persone su una panchina discutono, nonostante tutto, di futuro. E si appassionano. C’è un fiato di tramontana primaverile che rende frizzante la conca sottostante dalla quale emerge la sagoma di un vulcano spento.   Mi presento. Dico loro che sono alla ricerca del Santo Graal: di quei luoghi che si oppongono all’Occidente xenofobo e mercantile. Avevo visto Malvagna solo di notte: viva e accesa per la festa della patrona: Sant’Anna. A queste latitudini si sono spinti i Nomadi e persino Branduardi. Io c’ero. Sembrava, allora, che Dio non fosse mai morto e che il paese avesse lo stesso vocio di una fiera dell’Est. Avevamo avuto difficoltà — per la folla — a trovare pos...

PERORAZIONE

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  di Francesco Capalbo     «La soluzione l’abbiamo sotto gli occhi e non l’abbiamo notata».   Ormai San Sosti è un arcipelago di case abbandonate: c’è molto da fare per soccorrerlo con adeguate terapie. Urge un intelligente piano di recupero.   Nessuno però lo programma. Ho riflettuto: per programmare è necessario «saper leggere il territorio» o, in subordine, chiedere aiuto se nessuno sa farlo. L’incuria di un territorio non è reato; non chiedere aiuto per risanarlo è invece colpa gravissima, alla stregua dell’omissione degli atti di ufficio. A darci una mano potrebbe essere, proprio una figlia di San Sosti: Lina Malfona, brillante architetta che vive a Roma. Lina Malfona, è una «progettista militante» che sfida i canoni tradizionali operando nella periferia romana come in un laboratorio di sperimentazione sociale e tecnica. Il cuore della sua visione, approfondita nel libro «Residentialism» , risiede nel recupero delle aree marginali viste non co...

OLTRE IL BANCHETTO SUL TITANIC: appello per una bonifica nel PD cosentino

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  Viviamo tempi tristissimi per la Democrazia e in molti sembrano non accorgersene: anche dalla nostra parte. Negli organismi provinciali del PD di Cosenza il dibattito langue. Il problema delle Aree Interne con tutto il suo indotto di sofferenza sembra interessare a pochi. L’azione di analisi politica è prerogativa della Chiesa, l’unica ad avere le idee chiare su quello che si muove per Terra e per Mare qui in Calabria.   L’unico argomento che ha attenti scrutatori è la strategia: si avvicinano le elezioni provinciali e anche dalla nostra parte, gruppi di potere trasversali cercano di sgambettare quelli che dovrebbero essere i loro naturali alleati. Nel PD sono gli stessi che dichiarando, in maniera più o meno sotterranea, di votare SI al referendum tendono a contrastare l’azione innovatrice della Schlein. Noi che viviamo in periferia, chiediamo a questi «compagni inurbati» se si rendono conto del discredito che essi buttano sul Partito ogni volta che, sempre sulla cr...

Un ottimo esempio di resistenza

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  I bambini che ritornano ad affollare il Bergo sono un buon esempio di resistenza. Buon ferragosto resistente! To the entry: resist   Planting your feet firmly on the ground and proudly standing against the coming storm. Putting a collar on your own ego to stop it from biting. Adding instead of subtracting, multiplying instead of dividing. Controlling your inner grumbling. Polishing the words I give to my neighbors. Taking drops from the ocean of suffering. Building bridges with the stroke of a pencil. Gathering the visible dog mess and the invisible droppings of your own soul. Giving respect to stones. Saying mass without a congregation. Merging the courage of the fighter and the patience of the ascetic in a single gesture. Repairing the roof of my grandfather's house. To resist is a little like to remain.   Night of San Lorenzo, 2025 Francesco Capalbo              

Leggi alla voce: resistere

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  Leggi alla voce: resistere   Piantare ben saldi per terra i propri piedi e opporsi con fierezza alla tempesta che arriva. Mettere il collare al proprio ego impedendo che morda. Addizionare invece che sottrarre, moltiplicare invece che dividere. Controllare il proprio borbottio interiore. Levigare le parole che regalo ai vicini. Sottrarre gocce all’oceano della sofferenza. Costruire ponti con il tratto della matita. Raccogliere le visibili cacche dei cani e le deiezioni invisibili del proprio animo. Portare rispetto alle pietre. Dire messa senza fedeli. Fondere in un unico gesto il coraggio del lottatore e la pazienza dell'asceta. Riparare il tetto della casa del nonno. Resistere è un po' come restare.   San Sosti, Festa Mulineddri 2025 Francesco Capalbo

San Sosti, 11 agosto 2025, "Festa di Mulineddri "

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