PERORAZIONE
di Francesco Capalbo «La soluzione l’abbiamo sotto gli occhi e non l’abbiamo notata». Ormai San Sosti è un arcipelago di case abbandonate: c’è molto da fare per soccorrerlo con adeguate terapie. Urge un intelligente piano di recupero. Nessuno però lo programma. Ho riflettuto: per programmare è necessario «saper leggere il territorio» o, in subordine, chiedere aiuto se nessuno sa farlo. L’incuria di un territorio non è reato; non chiedere aiuto per risanarlo è invece colpa gravissima, alla stregua dell’omissione degli atti di ufficio. A darci una mano potrebbe essere, proprio una figlia di San Sosti: Lina Malfona, brillante architetta che vive a Roma. Lina Malfona, è una «progettista militante» che sfida i canoni tradizionali operando nella periferia romana come in un laboratorio di sperimentazione sociale e tecnica. Il cuore della sua visione, approfondita nel libro «Residentialism» , risiede nel recupero delle aree marginali viste non co...