Post

In primo piano

LO CHIAMERANNO SPERANZA

Immagine
  di Francesco Capalbo LO CHIAMERANNO SPERANZA     Malvagna, 6 aprile 2026 Quando raggiungiamo Malvagna, nella valle alta dell’Alcantara, il sole infiamma l’Etna rendendola brillante come se indossasse un enorme vestito di seta bianca. Non si vedono giovani. Nella piazza del paese alcune persone su una panchina discutono, nonostante tutto, di futuro. E si appassionano. C’è un fiato di tramontana primaverile che rende frizzante la conca sottostante dalla quale emerge la sagoma di un vulcano spento.   Mi presento. Dico loro che sono alla ricerca del Santo Graal: di quei luoghi che si oppongono all’Occidente xenofobo e mercantile. Avevo visto Malvagna solo di notte: viva e accesa per la festa della patrona: Sant’Anna. A queste latitudini si sono spinti i Nomadi e persino Branduardi. Io c’ero. Sembrava, allora, che Dio non fosse mai morto e che il paese avesse lo stesso vocio di una fiera dell’Est. Avevamo avuto difficoltà — per la folla — a trovare pos...

PERORAZIONE

Immagine
  di Francesco Capalbo     «La soluzione l’abbiamo sotto gli occhi e non l’abbiamo notata».   Ormai San Sosti è un arcipelago di case abbandonate: c’è molto da fare per soccorrerlo con adeguate terapie. Urge un intelligente piano di recupero.   Nessuno però lo programma. Ho riflettuto: per programmare è necessario «saper leggere il territorio» o, in subordine, chiedere aiuto se nessuno sa farlo. L’incuria di un territorio non è reato; non chiedere aiuto per risanarlo è invece colpa gravissima, alla stregua dell’omissione degli atti di ufficio. A darci una mano potrebbe essere, proprio una figlia di San Sosti: Lina Malfona, brillante architetta che vive a Roma. Lina Malfona, è una «progettista militante» che sfida i canoni tradizionali operando nella periferia romana come in un laboratorio di sperimentazione sociale e tecnica. Il cuore della sua visione, approfondita nel libro «Residentialism» , risiede nel recupero delle aree marginali viste non co...

OLTRE IL BANCHETTO SUL TITANIC: appello per una bonifica nel PD cosentino

Immagine
  Viviamo tempi tristissimi per la Democrazia e in molti sembrano non accorgersene: anche dalla nostra parte. Negli organismi provinciali del PD di Cosenza il dibattito langue. Il problema delle Aree Interne con tutto il suo indotto di sofferenza sembra interessare a pochi. L’azione di analisi politica è prerogativa della Chiesa, l’unica ad avere le idee chiare su quello che si muove per Terra e per Mare qui in Calabria.   L’unico argomento che ha attenti scrutatori è la strategia: si avvicinano le elezioni provinciali e anche dalla nostra parte, gruppi di potere trasversali cercano di sgambettare quelli che dovrebbero essere i loro naturali alleati. Nel PD sono gli stessi che dichiarando, in maniera più o meno sotterranea, di votare SI al referendum tendono a contrastare l’azione innovatrice della Schlein. Noi che viviamo in periferia, chiediamo a questi «compagni inurbati» se si rendono conto del discredito che essi buttano sul Partito ogni volta che, sempre sulla cr...

Un ottimo esempio di resistenza

Immagine
  I bambini che ritornano ad affollare il Bergo sono un buon esempio di resistenza. Buon ferragosto resistente! To the entry: resist   Planting your feet firmly on the ground and proudly standing against the coming storm. Putting a collar on your own ego to stop it from biting. Adding instead of subtracting, multiplying instead of dividing. Controlling your inner grumbling. Polishing the words I give to my neighbors. Taking drops from the ocean of suffering. Building bridges with the stroke of a pencil. Gathering the visible dog mess and the invisible droppings of your own soul. Giving respect to stones. Saying mass without a congregation. Merging the courage of the fighter and the patience of the ascetic in a single gesture. Repairing the roof of my grandfather's house. To resist is a little like to remain.   Night of San Lorenzo, 2025 Francesco Capalbo              

Leggi alla voce: resistere

Immagine
  Leggi alla voce: resistere   Piantare ben saldi per terra i propri piedi e opporsi con fierezza alla tempesta che arriva. Mettere il collare al proprio ego impedendo che morda. Addizionare invece che sottrarre, moltiplicare invece che dividere. Controllare il proprio borbottio interiore. Levigare le parole che regalo ai vicini. Sottrarre gocce all’oceano della sofferenza. Costruire ponti con il tratto della matita. Raccogliere le visibili cacche dei cani e le deiezioni invisibili del proprio animo. Portare rispetto alle pietre. Dire messa senza fedeli. Fondere in un unico gesto il coraggio del lottatore e la pazienza dell'asceta. Riparare il tetto della casa del nonno. Resistere è un po' come restare.   San Sosti, Festa Mulineddri 2025 Francesco Capalbo

San Sosti, 11 agosto 2025, "Festa di Mulineddri "

Immagine
 

I giorni contati e i giorni rubati della famiglia Mendelsohn

Immagine
  di Francesco Capalbo  Israel Mendelsohn era nato a Zabno, nel sud della Polonia, lunedì 24 ottobre 1904. Le fonti non ci rivelano dove mai avesse conosciuto Frimeta Mauer che era nata a Szamocin, Polonia nord occidentale, giovedì 1 giugno 1900.     È certo    che i due si sposarono.  A Zabno, sabato 10 dicembre 1932, nacque il loro primo figlio: Benzion. Giovedì 17 ottobre 1935, durante la loro successiva permanenza a Cracovia, nacquero i due gemelli Jechiel e David.  Un anno dopo, mercoledì 2 dicembre 1936, nacque Miriam la loro ultimogenita. La numerosa famiglia si fermò a Cracovia   fino alla tarda primavera del 1937.  Prevedendo tempi duri, cercò salvezza in Italia.   A Milano abitò in via Kramer numero 6 godendo di discrete condizioni economiche. Nella primavera del 1939 ai Mendelsohn venne ingiunto di lasciare l’Italia.  Fu concesso loro il tempo per raccogliere la documentazione.  Israel non vi rius...