PERORAZIONE


 

di Francesco Capalbo

  «La soluzione l’abbiamo sotto gli occhi e non l’abbiamo notata».

 Ormai San Sosti è un arcipelago di case abbandonate: c’è molto da fare per soccorrerlo con adeguate terapie. Urge un intelligente piano di recupero.  

Nessuno però lo programma.

Ho riflettuto: per programmare è necessario «saper leggere il territorio» o, in subordine, chiedere aiuto se nessuno sa farlo.

L’incuria di un territorio non è reato; non chiedere aiuto per risanarlo è invece colpa gravissima, alla stregua dell’omissione degli atti di ufficio.

A darci una mano potrebbe essere, proprio una figlia di San Sosti: Lina Malfona, brillante architetta che vive a Roma.

Lina Malfona, è una «progettista militante» che sfida i canoni tradizionali operando nella periferia romana come in un laboratorio di sperimentazione sociale e tecnica. Il cuore della sua visione, approfondita nel libro «Residentialism», risiede nel recupero delle aree marginali viste non come dormitori, ma come arcipelaghi di servizi e comunità capaci di offrire un'alternativa sostenibile e accessibile ai costi proibitivi dei centri urbani.

La professoressa Malfona propone un'architettura di «bottega», artigianale e interdisciplinare, che guarda alla post-occupancy: la casa non è un oggetto finito, ma un organismo che si evolve, si amplia e si trasforma insieme ai suoi abitanti.

Per la giovane professionista, la sfida attuale risiede nel ricomporre un'intelligenza connettiva — simbolicamente richiamata dal Polittico di Masaccio — capace di far dialogare scienza, critica e progetto, restituendo in tal modo all'architettura la forza di incidere politicamente sul territorio nel tentativo di rigenerarlo.

È esattamente ciò di cui abbiamo bisogno.

Perciò la mia perorazione: suvvia, Signor Sindaco, si doti innanzitutto degli adeguati strumenti urbanistici. Poi, non si vergogni di chiedere aiuto a chi ne sa più di noi per rigenerare questo «luogo del perenne aspettare», dove lavori pubblici di tre settimane durano tre anni.

Coinvolga nel processo rigenerativo i nostri figli, che sono la parte migliore di noi.

Smentisca, poi, se l’è possibile, il logoro adagio che nessuno ‒ oltre a Lei stesso, naturalmente ‒ può essere profeta in patria.

Quod est in votis

 

Fonti: https://ilgiornaledellarchitettura.com/2026/03/30/silicon-valley-dove-il-futuro-e-gia-il-passato/

          https://ilgiornaledellarchitettura.com/2025/09/10/lina-malfona-ibridazioni-botteghe-periferie/

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